23/04/2020 01:40 PM
Approfondimenti Giuridici

TUTELE PER I RIDERS AI TEMPI DEL COVID-19: COPERTURA ASSICURATIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

TUTELE PER I RIDERS AI TEMPI DEL COVID-19: COPERTURA ASSICURATIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) Di Nicola Glorioso*
TUTELE PER I RIDERS AI TEMPI DEL COVID-19: COPERTURA ASSICURATIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)


TUTELE PER I RIDERS AI TEMPI DEL COVID-19: COPERTURA ASSICURATIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

Di Nicola Glorioso.*


SOMMARIO: 1.Sulla copertura assicurativa per i lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui (c.d. Riders); 2. Sui dispositivi di protezione individuale (DPI);


1. SULLA COPERTURA ASSICURATIVA PER I LAVORATORI AUTONOMI CHE SVOLGONO ATTIVITA' DI CONSEGNA DI BENI PER CONTO ALTRUI (c.d. Riders).

L’articolo 1 del decreto-legge 3 settembre 2019, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 novembre 2019, n. 128, ha modificato il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, con l’inserimento dell’art. 47-septies, ha esteso l’obbligo assicurativo Inail ai lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore di cui all’articolo 47, comma 2, lettera a), del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, attraverso piattaforme anche digitali (c.d. riders).

In virtù di tale disposizione, la tutela assicurativa Inail è estesa, dal 1° febbraio 2020, ai lavoratori autonomi che svolgono la predetta attività di consegna anche secondo tipologie contrattuali di lavoro autonomo occasionale.

L’emergenza causata dal coronavirus ha confermato l’importanza e la doverosità della scelta fatta dal legislatore di estendere la tutela assicurativa anche ai riders.

Si tratta, come ricordato dal presidente dell’Inail Franco Bettoni (1), di una conquista molto importante, che consente di «partire con la copertura assicurativa di circa 10-20 mila lavoratori, finora rimasti privi di garanzie e vede l’Istituto precursore di questo tipo di tutela nel contesto europeo».

Già con nota n. 866 del 23 gennaio 2020 (2), l’Istituto ha dettato le prime istruzioni utili, di seguito riassunte, per la corretta applicazione delle nuove disposizioni che hanno esteso l’obbligo assicurativo ai riders.

L’impresa di delivery, nel caso in cui non sia già titolare di codice ditta e di posizione assicurativa territoriale Inail (Pat), deve presentare all’Istituto, entro il 1° febbraio 2020, la denuncia di iscrizione per tutte le attività svolte, incluse quelle di consegna, ai fini della valutazione del rischio e del calcolo del premio assicurativo.

Se l’impresa è già titolare di un codice ditta e di una posizione assicurativa Inail, deve presentare, entro 30 giorni dalla data di decorrenza del nuovo regime assicurativo, la denuncia di variazione attività con riferimento alla consegna di beni per conto altrui svolta da lavoratori autonomi precedentemente non denunciati.

In entrambi i casi il datore di lavoro deve fornire indicazioni utili alla valutazione del rischio e alla determinazione del premio assicurativo, quali il tipo (o i tipi) di mezzo utilizzato per le consegne, il calcolo della percentuale delle attività in relazione ai diversi mezzi di trasporto, e le retribuzioni presunte dei lavoratori.

Le denunce di iscrizione o di variazione devono essere presentate dalle imprese in modalità telematica. Successivamente l’Inail trasmette, tramite pec, il certificato di assicurazione (o di variazione) e il conteggio del premio, con l’indicazione dell’importo anticipato per il 2020 da versare tramite F24 entro la scadenza indicata sul certificato.

L’impresa di delivery ha anche l’obbligo di effettuare le denunce di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, in modalità telematica, nei termini previsti dagli articoli 53 e 54 del predetto decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni.

Grazie all’estensione del predetto obbligo assicurativo, anche i riders – quotidianamente esposti ad un elevato rischio di contagio – potranno finalmente ottenere piena tutela da parte dell’Inail nel caso in cui dovesse essere accertata l’infezione sul lavoro da Covid-19.


2. SUI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI).

Il Tribunale di Firenze, con un decreto cautelare del mese di aprile 2020 (3) emesso in favore di un rider, ha ordinato a Just Eat – nota azienda che opera nel food delivery – di fornire al ricorrente i dispositivi di protezione individuale (la mascherina, i guanti monouso, il gel disinfettanti e i prodotti a base alcolica per la pulizia dello zaino) per contrastare i rischi di contagio da COVID-19.

Il giudice toscano ha ritenuto sussistenti le ragioni di urgenza «in quanto la protrazione dello svolgimento dell’attività di lavoro in assenza dei predetti dispositivi individuali di protezione potrebbe esporre il ricorrente, durante il tempo occorrente per una pronuncia di merito, a pregiudizi, anche irreparabili, del diritto alla salute», individuati appunto nel possibile contagio da COVID-19 durante l’esecuzione della prestazione (4).

Pertanto, anche le altre aziende di food delivery, al fine di non incorrere nella violazione degli obblighi sanciti dalla Costituzione (art. 32), dal codice civile (art. 2087 c.c.) e, più nel dettaglio, dal d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla tutela della salute e della Sicurezza sui luoghi di Lavoro), dovranno adeguarsi al provvedimento del Tribunale di Firenze fornendo ai propri lavoratori i DPI per la tutela della salute e della sicurezza.


*Avvocato del Foro di Palermo.

  1. https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-numero-plus-tutela-rider-2020.html.
  2. https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/istruzioni-operative/istruzione-operativa-23-gennaio-2020_dcra.html.
  3. Trib. Firenze (dec.), 1° aprile 2020.
  4. L. M. DENTICI, “Il riferimento ai diritti fondamentali della persona e la tutela cautelare nel processo del lavoro”, in “Il Diritto del Lavoro dell’emergenza epidemiologica” a cura di A. PILEGGI, Edizioni LPO.
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